
Se il vostro viaggio in Marocco, prevede una sosta piuttosto lunga vicino alla costa, allora potete giungere quasi tutto l’anno. In ogni caso, i mesi migliori per recarsi nelle pianure sono quelli compresi tra ottobre e aprile perchè più freschi. In questo periodo, infatti, si registrano temperature tra i 30° di giorno e i 15° di notte. Le zone montuose, invece, andrebbero evitate di inverno, perchè la colonnina di mercurio si abbassa sensibilmente. La differenza di fuso orario rispetto all’Italia è di meno un’ora e meno due quando da noi è in vigore l’ora legale.
Palermo è una “città completa” che possiede il mare, la buona cucina, i monumenti e come recitava una celebre frase del film “Johnny Stecchino” anche il traffico. Scherzi a parte, questa è una costante che interessa del resto gran parte dello Stivale. Esiste,quindi, una citta “da mangiare” e una “da vedere” e, in quest’ultimo caso, passeggiando con gli occhi rivolti verso l’alto si potranno rivivere gli antichi fasti del luogo attraverso la magnificenza dei suoi palazzi e delle storiche costruzioni del centro. Quando il visitatore meno se lo aspetta, infatti, si trova davanti architetture e decorazioni talmente ricche da farlo certamente rimanere a bocca aperta.




Primavera, tempo di gite scolastiche e viaggi di istruzione: tra le mete ideali c’è Napoli con la sua Città della Scienza, il primo Science Centre italiano, una realtà che si colloca nella tradizione dei musei scientifici di nuova e recente generazione e si rivolge soprattutto a un pubblico di giovani e di non addetti ai lavori. Città della Scienza è situata nell’area ovest della città, a Bagnoli, tra l’isolotto di Nisida e il versante nord della collina di Posillipo e si affaccia direttamente sul mare. L’edificio che lo ospita è un suggestivo stabilimento industriale della prima metà dell’Ottocento che offre una superficie espositiva complessiva di dodicimila metri quadrati. Ma cos’è di preciso la Città della Scienza?
Nell’incantevole borgo medioevale di Compiano, situato in provincia di Parma, si trova un museo unico nel suo genere dedicato ad un capitolo della storia degli italiani affascinante e sconosciuto, quella degli “Orsanti“. Qui, in piena Val di Taro, nonostante le nobili origini legate a uno splendido castello, tuttora visitabile, che fu dei Malaspina e poi dei Visconti, un tempo non c’era altra scelta se non restare a far vita grama o emigrare e tentare la sorte in altre contrade. Cominciò così, per necessità, l’avventura degli Orsanti, che ancora non sapevano che sarebbero stati chiamati con questo strano nome. Chi erano gli “Orsanti“? E cosa contiene il museo a loro dedicato?