Croazia: vacanze a Mljet

 

Natura e tranquillità, ma soprattutto echi leggendari che sembrano vibrare nell’aria, ma solo di fronte al viaggiatore più attento. Si perché Mljet, in Croazia, è un territorio ricco di leggende e di storia particolari. Si dice ad esempio che Omero ambientò proprio qui la storia di Ulisse che trascorse otto anni, in preda all’incantesimo d’amore della ninfa Calipso. Se è vero che il territorio è stato identificato dagli studiosi anche con Gozo, o in uno scoglio di Gibilterra o a Pantelleria, la maggior parte di chi ha cercato di ritrovare i luoghi del poema opta per tale tratto di mondo. Insomma, è proprio qui che sorgerebbe realmente l’isola di Ogigia.

Mljet, del resto, è la più grande dei tratti di terra emersa dell’Adriatico meridionale e vi si trova anche una grotta marina con l’acqua color zaffiro piuttosto scenografica e anche romantica. Insomma sarebbe perfetta per la descrizione fatta nell’Odissea. Il nome stesso, potrebbe contenerne una indicazione. Viene dal greco melita e ricorda appunto il miele. In epoche più recenti, non si contano più le coppie che si sono innamorate di fronte ai suoi scorci, al suo mare e ai suoi spazi verdi. Il tratto di costa è quello della Dalmazia tra isole calcaree dal profilo aspro ma dall’innegabile fascino. La sua lunghezza è di soli 37 chilometri, mentre la larghezza è di tre e dentro non mancano due laghi, il Veliko e il Malo Jezero. Questi sono due mari interni collegati all’Adriatico da una serie di canali. Sul primo c’è pure una isoletta detta Sveta Marija. La superficie è quasi del tutto occupata da un monastero fondato nel XII secolo dai benedettini e custodisce una biblioteca considerata la più importante e preziosa della Dalmazia.

Culturalmente è un’area molto importante, ma anche storicamente con la presenza di una serie di rovine che risalgono all’età greca, romana e medievale.In più, la zona fa pure parte del Parco Nazionale di Mljet, che tutela una rigogliosa flora mediterranea dove dominano boschi di querce e pini d’Aleppo. Spiccano poi i cespugli di ginepro e di mirto, senza dimenticare le spiagge sabbiose.

Photo Credit: Thinkstock

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