
Quando si arriva nelle Murge sud-orientali e ci si rende conto che le Grotte di Castellana, altro non sono che un gruppo di rocce calcaree che attraversano i secoli e la storia, conoscendo i profondi cambiamenti della natura che compie, inesorabilmente, il suo corso, si rimane stupiti ancora di più della loro maestosità. Si tratta di una delle attrazioni turistiche più amate e frequentate della provincia di Bari, vecchie di almeno cento milioni di anni, visto he risalgono al Cretaceo superiore. Riaperto da poco l’ingresso ai visitatori, dopo la pausa invernale, hanno una lunghezza di ben tre chilometri e sono profonde fino a settantadue metri sotto il livello del suolo. Tale pregevole esempio di complesso carsico, in realtà, è di recente scoperta. A trovarlo fu, infatti, nel secolo scorso e precisamente nel 1938, lo speleologo Franco Anelli. Un sito prima di allora poco frequentato, anche perchè non era facile immaginare che sotto gli ulivi secolari, la zona nascondesse un vero tesoro naturalistico.
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