Coronavirus, settore dei viaggi ancora in crisi

Coronavirus, settore dei viaggi ancora in crisi

Non era qualcosa che il settore dei viaggi avrebbe voluto sperimentare ancora, ma la crescita della curva dei contagi da coronavirus negli ultimi mesi ha portato diversi Stati, in Europa, a decidere per coprifuoco e lockdown generalizzati, seguendo la falsa riga di ciò già successo a marzo 2020. Mettendo essenzialmente agenzie e attività legate ai viaggi in una situazione di grande difficoltà.

vacanza low cost

Viaggi impossibili per molti cittadini italiani

Un approccio che cambia per forza anche la possibilità di viaggiare, la cui “pericolosità” era stata finora indicata da un semaforo ideale che rendeva possibile distinguere le mete più pericolose da quelle meno rischiose.  E se molte agenzie, almeno online, iniziano a indicare alcune possibili destinazioni da visitare solo a partire dalla primavera del 2021 quando si spera l’emergenza sia passata, va anche detto che nel Dpcm del 5 novembre firmato da Giuseppe Conte e dal ministro della Salute è possibile verificare quali siano le regole da rispettare per chi viaggia.

La prima cosa che bisogna verificare, dopo la suddivisione dell’Italia in zone, è ovviamente se si fa parte della gialla, dove l’ingresso è ancora consentito: nelle regioni arancioni, a rischio moderato e in quelle rosse sono vietati tutti gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori tranne che per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Questo ovviamente rende impossibile per i residenti spostarsi dal proprio luogo di residenza per viaggi di piacere anche all’interno della penisola.

Obbligo di tampone per chi rientra da alcuni paesi

tampone per covid

 

La situazione non è delle migliori nemmeno per i turisti, provenienti da specifici paesi, che vogliano venire comunque a soggiornare in Italia. Sono infatti ancora bloccati gli ingressi in Italia per turismo per chi ha soggiornato o transitato, nei 14 giorni precedenti, in questo elenco di paesi:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Bosnia Erzegovina
  • Brasile
  • Cile
  • Colombia
  • Kosovo
  • Kuwait
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Montenegro
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana.

E’ inoltre obbligatoria l’esecuzione del tampone per la ricerca di infezione da covid-19 per coloro che provengono da:

  • Belgio
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte)
  • Paesi Bassi
  • Repubblica Ceca
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (inclusi isole del Canale, Gibilterra, isola di Man e basi britanniche nell’isola di Cipro)

In questi casi è necessario compilare l’autodichiarazione e presentare un attestato che confermi di essersi sottoposto, nelle 72 ore prima dell’ingresso in Italia a un tampone e che questo sia risultato negativo.

Una situazione non facile quella attuale, che mette a repentaglio la tenuta del settore del turismo ma dalla quale, al momento, è impossibile fuggire.

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