Racconti di viaggio: dall’altro lato del mondo al mercato di Papeete

Racconti di viaggio: dall’altro lato del mondo al mercato di Papeete

Buon risveglio dall’altro lato del mondo, principessa! Si, mi sento proprio felice e fortunata e so che queste sono sensazioni da godere fino in fondo, perchè rare nella vita. Ma sono a più di venti ore di aereo da casa e non posso non sentirmi bene, tanto che non basta neanche la melatonina a farmi dormire e alle otto sono già sveglia. Del resto a Tahiti, la luce è arrivata da parecchio ormai e sono tanti i fortunati abitanti di questo tratto di mondo al lavoro. Scendiamo a fare colazione, osservando il nostro hotel dai tratti orientali ed essenziale, ma vicino al famoso mercato e al centro città, nella capitale Papeete. Non siamo interessati ai lussi quando partiamo, a noi interessa conoscere e vedere e un posto pulito dove riposare basta. Dopo aver assaggiato croissant, burro, marmellata e quanto di buono offre questa cucina dalla quale si notano le chiare influenze della dominazione francese, siamo pronti a dirigerci verso la banca a cambiare qualche euro.

Il nostro tragitto è piuttosto divertente perchè mentre osserviamo il pesaggio che cambia tra il mare, l’aeroporto e il centro città, ci accorgiamo che basta avvicinarci al ciglio del marciapiede, per sentire delle brusche frenate! Da queste parti, chissà come mai, hanno un estremo rispetto per i pedoni e chi si trova in automobile, se soltanto sospetta che qualcuno voglia attraversare la strada, ci pensa metri prima a fermare la vettura. Finalmente siamo al mercato, ma trovo che i prezzi siano estremamente alti e, quindi, fino ad ora, non ho potuto acquistare molto. Tuttavia, chi mi conosce sa che prima o poi, iniziaranno le spese pazze per souvenir e quant’altro. In questo enorme capannone non manca proprio nulla, il pareo va fortissimo dipinto a mano o stampato, ma abbondano pure le collane di conchiglie, borse intrecciate con la paglia, la frutta esotica, il pesce freschissimo, e qualunque prodotto culinario del luogo possa venire in mente.

Non resisto e assaggio un succo di ananas, che ti offrono direttamente dal frutto con una cannuccia. Inutile dire che è buonissimo e, sin dalle mie prime ore da queste parti, mi rendo conto che potrei viverci per sempre. Chi è nato in Polinesia è molto fortunato, perchè la natura è in completo trionfo, la gente è rilassata e sorridente e i problemi sono lontani milioni di chilometri. Io per adesso sono una di loro, con tratti somatici diversi forse, ma ho davvero l’impressione di avere tutta una meravigliosa vita davanti e, non appena uscita dal mercato, mi siedo su una caratteristica panchina, che non è altro che la fermata dell’autobus e osservo il cielo sorridente.

foto di: Francesca Spanò

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