Go slow: turismo dolce e sostenibile

18 Settembre 2014 6:08

montagnaDa oggi fino al 20 settembre si discute a Monza del “turismo slow“, un modo di viaggiare rispettoso dell’ambiente e attento alle tradizioni e culture locali. Viaggiare a piedi e in bicicletta, agriturismi, natura, cultura, arte…Geografi, professori universitari, scrittori si incontrano per parlare del turismo dolce e sostenibile.

BIGS, Borsa Italiana Go Slow, quest’anno é alla sua prima edizione promossa dall’Associazione nazionale Go Slow Italia Onlus con il sostegno e il patrocinio della regione Lombardia, del Touring Club Italiano, della Union Camere Lombardia, della Provincia di Monza e Brianza, del Comune di Monza-assessorato al Turismo, di Legambiente, del CAI, del Wwf e di numerose altre associazioni ambientaliste.

Niente auto, aerei, navi, i “goslowisti” scelgono di viaggiare rispettando l’ambiente e le persone. Durante l’incontro vari espositori (Tour Operator e Tour Organizer, Agenzie di Viaggio, Bus Operator, Associazioni Tematiche) provenienti da tutta Italia proporranno le loro iniziative. Inoltre convegni e seminari per per capire quanto in Italia il go slow sia diffuso e la possibilità di crescita.

Infine sarà assegnato il III Premio Go Slow- Comodo 2009, riconoscimento per le Amministrazioni pubbliche che hanno progettato il territorio con interventi dolci con il contesto preesistente a difesa della natura e della storia dei luoghi, per un turismo distante dalle località mondane e vicino alla gente.

Per noi, Bigs – spiega il presidente di Betania (società cooperativa sociale onlus) Fabrizio Pozzoli – si inserisce in un discorso che viene da lontano.

La cooperativa ha come obiettivo l’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie svantaggiate dove il lavoro è quindi visto come mezzo di promozione sociale e umana ecco perchè ha deciso di prendere parte alla manifestazione del turismo accessibile, solidale e responsabile.

Nel resto d’Europa – afferma Pozzoli – c’è una maggiore sensibilità verso il turismo accessibile. C’è chi rinuncia a fare del turismo, proprio perché non esistono percorsi specifici. Ci sono, dunque, spazi di crescita, anche in Brianza.

Abbiamo parlato di: , ,