Vita marina nella costa meridionale del Kenya

Chi giunge in luoghi dell’Africa come il Kenya o la Tanzania, di solito, dedica gran parte della propria vacanza ad un avventuroso safari. Per noi occidentali, infatti, non è facile vedere così da vicino, seppure all’interno di jeep o pullman schermati in grado di proteggere da eventuali pericoli, animali in libertà e l’esperienza può diventare davvero tanto intensa ed importante da essere ricordata per gran parte della vita. Tuttavia, nella parte meridionale del Paese, le acque tiepide dell’Oceano Indiano, ospitano una variegata ed interessante fauna marina e, a dispetto da quanto a volte si dice, possono essere considerate tra le migliori al mondo per quanto riguarda le immersioni e lo snorkeling.

Formazioni coralline e pesci di barriera dai colori incredibili, sono celati alla vista di chi resta fuori dall’acqua e anche chi non si avventura nelle profondità marine, potrà comunque provare la meravigliosa sensazione di vivere per qualche momento a contatto con un mondo diverso e particolarissimo. I subacquei esperti, invece, possono unire questa esperienza ad immersioni più complesse in mare aperto. Da queste parti, infatti, non mancano le tartarughe, i calamari, i delfini e anche gli squali, oltre che le razze. Non è necessario prenotare dall’Italia questo tipo di escursioni, visto che per i ritardatari, di solito, sono previste pure delle offerte garantite dai resort dove si soggiorna. Quella di partire da casa con una organizzazione completa, comunque, resta una validissima alternativa.

I siti migliori dove dedicarsi alle “gite marine” o ai cosiddetti “Safari blu”, sono: Watamu, Malindi, la Kisite-Mopunguti Marine Reserve a wasini e la Kiunga Marine Reserve, dalle parti dell’isola di Lamu. In ogni caso, per chi volesse, sono organizzati  anche in Kenya all’interno di centri specializzati dei corsi ad hoc che permettono in breve tempo di ottenere il brevetto per le immersioni. Per chi ha già visto la barriera naturale e vuole provare esperienze nuove, ancora, è possibile, sopratutto nelle zone di Watamu e Diani, organizzare delle “gite”  subacquee per osservare i relitti, tra l’altro, comode case per cernie, barracuda e pesci flauto.

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