Viaggi, pochi gli italiani pronti a spostarsi

Viaggi, pochi gli italiani pronti a spostarsi

Sono pochi rispetto a quello che si potrebbe pensare gli italiani pronti a viaggiare anche alla fine di quella che è l’emergenza Coronavirus e non solo: vi sono ancora diverse perplessità anche per ciò che concerne come affrontare questa particolare azione.

vacanze vicino casa per gli italiani

Spostamenti brevi e vicino casa gli obiettivi degli italiani

La popolazione è divisa a livello emotivo per ciò che concerne i viaggi: se da una parte la voglia di uscire e di evadere c’è anche a causa degli ultimi due mesi passati in isolamento sociale totale, nonostante il calo dei contagi e l’inizio della fase due la voglia di partire non è molta nella cittadinanza e non solo per via delle difficoltà economiche che questo periodo hanno fatto emergere un po’in tutti i settori. A regalare una immagine abbastanza seria della situazione ci ha pensato un’indagine di Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg che è stata in grado di mostrare come pian piano stia crescendo la percentuale di coloro che una volta finita l’emergenza legata al Covid-19, pensano comunque di non allontanarsi troppo da casa, né per ciò che concerne i tempi e le località: pochi giorni e spostamenti vicino casa sono gli obiettivi che la popolazione ha intenzione di perseguire.

Su un particolare è però concorde la maggior parte degli intervistati: la volontà di passare più tempo possibile all’aria aperta.

Cresce il numero di chi non vuole partire

come cambiano i viaggi tempo coronavirus

 

I numeri relativi alla “paura” delle vacanze cambiano in modo corrispondente ai timori legati all’emergenza coronavirus. Se da marzo ad aprile sono passati dall’86% all’80% gli individui preoccupati per la gestione della convivenza con la pandemia, coloro che hanno deciso che non si muoverà per andare in vacanza dopo la fine dell’emergenza è aumentato nello stesso lasso di tempo dal 53% al 57%. E quel 32% che ha ammesso che si sposterà, ha sottolineato che lo farà per 2-3 giorni al massimo e senza allontanarsi troppo dal proprio domicilio: un atteggiamento che di sicuro avrà un forte impatto economico sul settore.

Solo il 20% degli intervistati è pronto a partire costi quel che costi, mentre rappresentano un buon 23% totale coloro che sono insicuri per problemi economici o di mancanza di ferie.

Confturismo ha sottolineato, commentando i dati, che a regnare in questo momento è l’incertezza e spiega:

Registriamo dati drammatici, altro che 20 miliardi di euro di perdita di spesa dei passeggeri stranieri previsti da Enit. Saranno almeno 3 volte tanto considerando anche che i settori che ruotano intorno al turismo, più aggiunte alla spesa dei turisti italiani: quindi ben 120 miliardi di riduzione dei consumi da qui a fine anno e più di 1 milione di posti di lavoro a rischio.

Una situazione davvero complicata.

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