Viaggi fuori dall’Europa: le condizioni per gli italiani

Il primo luglio l’Unione Europea ha riaperto le frontiere a 15 paesi fuori dal confine: tra i grandi assenti ovviamente vi sono gli Stati Uniti. Ma quali sono le condizioni poste agli Italiani per viaggiare al di fuori dell’UE? Scopriamolo insieme.

dove viaggiare durante pandemia

Dal primo luglio ecco cosa è cambiato

I quindici paesi extra Schengen i cui cittadini potranno tornare in Europa sono Algeria, Australia, Canada, Corea del Sud, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Thailandia, Tunisia, Uruguay e Cina, sebbene in questo ultimo caso vi è una condizione di reciprocità in atto.

Un piccolo passo in realtà enorme rispetto ai lockdown e alle chiusure attive per mesi a causa della pandemia di coronavirus in atto. Va detto che i dubbi e le paure dei viaggiatori sono molte: il covid-19 ha cambiato molto l’approccio agli spostamenti delle persone e che le riaperture sono graduali e non definitive visto che ogni Stato a seconda della sua situazione può decidere di applicare delle restrizioni.  Un esempio? L’ l’Australia dove il governo dello stato di Victoria a partire dal primo luglio e per un mese, ha imposto un nuovo lockdown per i residenti di oltre 30 quartieri periferici a nord di Melbourne: questi potranno uscire, come accaduto a noi a marzo e aprile, solo per la spesa, per esigenze sanitarie o per eseguire attività fisica.

Questa fase di convivenza con il virus potrebbe durare mesi: adattarsi a seconda del bisogno è valido in qualsiasi settore, compreso quello dei viaggi.

Dove possono viaggiare gli italiani

quali aperture in europa

Noi italiani, ad esempio, non possiamo entrare in Canada, ma questo è valido per qualsiasi straniero che non sia residente permanente, congiunto di cittadini canadesi; membro di equipaggi aerei, diplomatici oppure titolari di un valido permesso di lavoro o di studio. Possiamo invece viaggiare verso la Tunisia, considerato il primo paese del Mediterraneo libero dal coronavirus senza nemmeno essere sottoposti all’obbligo di quarantena per 14 giorni.

Nella maggior parte dei casi possiamo viaggiare e recarsi  nei 15 Paesi extra Schengen sopra indicati a patto che si possa provare di essere in buona salute. Il consiglio è quello di verificare prima della partenza le condizioni necessarie per entrare in un singolo paese.

Importante: per i paesi non facenti parte della lista gli spostamenti sono regolati, come nei mesi scorsi, dal DPCM relativo che segnalava come potessero essere eseguiti per motivi di lavoro e di salute.

Non si tratta di un approccio restrittivo, soprattutto se si pensa che la pandemia in alcuni stati è ancora al suo apice.