Tre Confini: a tavola tra Italia, Austria, Slovenia

Avete mai pensato di trascorrere una giornata facendo colazione, pranzo e cena in tre nazioni diverse? Nella parte nordest del Friuli Venezia Giulia è possibile, perché questa è la zona dei Tre confini, là dove Italia, Austria e Slovenia si danno la mano. Un viaggio enogastronomico da queste parti ci porta a scoprire come anche sulle tavole imbandite, oltre che nella storia e nella lingua, la cultura di questi tre Paesi si fonde armonicamente. La cucina qui attinge i suoi sapori dalla natura incontaminata che circonda i centri abitati.

Una parte importante nella preparazione dei piatti locali la fanno quelle erbe e piante commestibili spontanee che, per una favorevole situazione climatica, nascono in grande quantità nelle Prealpi e Alpi giulio-carniche. Con il “tarassaco”, ad esempio, si possono preparare svariate zuppe e minestre, frittate e risotti.  Anche i frutti sono molto utilizzati in cucina, anche nella preparazione di primi piatti, come gli “Gnocchi di susine”.  Altro primo piatto importante della tradizione è rappresentato dai “Blecs con ragù di cervo”. Si tratta di pasta all’uovo tagliata a mano in diverse forme con una rotella e condita con un ragù di polpa di cervo, alloro, rosmarino, salvia, bacche di ginepro, semi di finocchietto selvatico e vino rosso.

Tra i secondi, classico piatto della tradizione mitteleuropea è lo “Szegediner gulasch”, a base di muscolo o collo di maiale con paprica dolce, accompagnato da crauti e gnocchi di farina. Né mancano vini nobilissimi come il Picolit, che insieme al Tocai, è il più famoso della regione. Non solo: è un vino da dessert tra i migliori al mondo, molto ricercato. Anche con i dolci, infine, l’intreccio tra cultura latina, slava e germanica ha prodotto nei secoli grandi risultati. Basti pensare ai “krapfen”, brioscine di origine austriaca farcite di marmellata, e allo “strudel”, il dolce alpino per eccellenza, famoso soprattutto in due versioni, quella alla mela e quella alla ricotta. Tipica delle valli del cividalese e, pare, di origine longobarda, è la “gubana” a base di pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, liquore, scorza grattugiata di limone, dalla forma a chiocciola. Prelibatissimi i biscottini di farina di polenta da servire con ricotta di Ugovizza, uno dei borghi più famosi della Val Canale.

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