Terra e cultura nubiana

Delle terre della Nubia oggi resta ben poco o nulla, visto che le antiche civiltà sono sepolte a circa sessanta metri sotto il Lago Nasser, ma la forza delle tradizioni tramandate di generazione in generazione, quella non può essere distrutta e continua a vivere, seppur con qualche evidente modifica, nella cultura che questa popolazione egiziana dalla pelle scura, onora giorno dopo giorno. Purtroppo quando ci si trova in questa parte di Africa del Nord, i tour organizzati rischiano di mostrare soltanto dei villaggi ricreati ad hoc per stupire il visitatore, eppure i leggendari balli, le curiose feste di fidanzamento e la vita quotidiana, sono davvero tipici di un passato molto molto lontano. Attualmente sono concentrati soprattutto intorno alle zone di Assuan e Ballana, vicino a Kom Ombo.

Recentemente, intorno agli anni ’60 e ’70 i nubiani sono stati allontanati dalle loro terre e costretti a ricreare le loro abitazioni in altri luoghi e, in questo modo, è ricominciata la lavorazione di case con mattoni di fango, il tetto a cupola a volta e imbiancate. Alcuni di loro allevano anche dei coccodrilli perchè credono portino fortuna, mentre ogni ingresso presenta delle facciate decorate a rilievo e, a volte, non mancano le maioliche inserite poco distanti alla porta d’ingresso.

Particolare è la loro musica tanto da essere conosciuta anche al di fuori dei confini del Nilo e, ancora adesso, viene suonata con strumenti quali l’oud, una chitarra a forma di pera e il duff, un tamburo piatto. Le melodie sono dolci e simili a cantilene, con voci calde e vibrate: una sorta di forma egiziana di blues. I turisti di solito assistono ad uno spettacolo nubiano o ad un matrimonio, spesso il giovedì sera, che è il preferito per le nozze, anche perchè da queste parti i festeggiamenti durano tre giorni. Il primo è dedicato a sposa e sposo e rispettivi parenti, la seconda sera i parenti della sposa vanno dal futuro marito e ballano le musiche tradizionali e, al ritorno a casa, ai due vengono disegnati motivi su mani e piedi con l’henné. L’ultimo giorno, invece, si va lentamente in processione verso casa della ragazza, cantando e ballando lungo il percorso.

foto di: chicercatrova

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