Safari in treno in Sudafrica: cosa non perdere durante il viaggio

 

Un safari in Sudafrica è quanto di meglio potete organizzare se volete conoscere un angolo di mondo in cui la natura è ancora selvaggia e la fauna vive libera nella savana. Paesaggi sconfinati e specie di ogni tipo si lasceranno fotografare, ma tra un tour e un altro, dovreste comprendere nel vostro itinerario un percorso ad hoc che vi permetta di vivere qualche esperienza singolare.

Da non dimenticare che tale tipo di escursione si può scegliere in vari periodi dell’anno, ma è nella secca stagione invernale che potrete vedere più esemplari, in quanto l’erba è più bassa del solito e loro vanno a bere spesso nelle pozze d’acqua. Servono per scoprire tutto al meglio almeno tre giorni e due notti. Non dimenticate quindi di comprendere:

  • una visita alla riserva privata di Mikhaya che rappresenta un valido rifugio per le specie in via d’estinzione. In più è uno dei posti migliori di tutto il Sudafrica per poter vedere il rinoceronte nero e altri animali selvatici.
  • provate il treno e osservatene le stanze. Non mancano qui degli splendidi pannelli in legno e altri elementi in stile edoardiano. Sono tra le più ricche e lussuose del mondo.
  • Il Parco Nazionale Kruger, invece, è una grandissima riserva naturale grande quanto Israele e con tanti uccelli, ma anche i “Big Five”.
  • prevedete durante il percorso la salita della scarpata del Drakensberg di Waterland Onder a Belfast  con incredibili vedute.
  • questo tipo di viaggio anche per vedere tutto ciò che sopra abbiamo accennato si può organizzare pure su lussuosi vagoni ferroviari, tra Durban e Pretoria, con carrozze in legno rimodernate. Nell’ultima parte del tour, inoltre, il motore che lo alimenta è a vapore. Da Durban vedrete le colline di KwaZulu-Natal e lo Swatziland.  Senza copntare i panorami incredibili che riserva la carrozza scoperta. Visiterete il giorno successivo la riserva privata di Mkhaya e il Parco Nazionale Kruger. Il terzo giorno, infine, dopo aver intrapreso la tortuosa scarpata dei Drakensberg arriverete a Pretoria.

sudafrica leone

Parco Nazionale Kruger

Il Kruger National Park, si estende su circa 20mila km quadrati. Per capirci, è come se ci si trovasse di fronte lo stato di Israele o del Galles. Fa parte del “Kruger to Canyons Biosphere” (“Biosfera dal Kruger ai Canyon”), una zona designata dall’Unesco come Riserva Internazionale dell’Uomo e della Biosfera. In questa regione sono stati trovati reperti che mostrano chiaramente la presenza umana da almeno un milione e mezzo di anni fa. Diverse tribù e popolazioni si sono avvicendate qui negli anni e il primo europeo a visitare la zona fu l’olandese Francois de Cuiper. Lo stesso guidava la spedizione della Compagnia delle Indie Orientali partita dalla Colonia del Capo nel 1725 e poi fu cacciato dai locali.

parchi nazionali sudafrica

Più di un secolo dopo fu un italiano diciottenne ad insediarsi in zona, dopo essere naufragato nelle coste del Mozambico. A fine Ottocento a questo si aggiunsero le ondate di cercatori d’oro che si riversarono nella zona. Molti furono incoscienti ignorando il pericolo reale che era rappresentato da leoni, coccodrilli e malattie locali come la malaria. A loro si aggiungevano i cacciatori europei, che cominciavano a sbarcare in loco e ad uccidere la fauna, letteralmente decimandola.

 

 

 

Lascia un commento