Otranto: tempo di mare

4 Maggio 2014 8:00

E’ bella dentro e fuori, Otranto, la città salentina che degrada verso il mare nel punto più orientale d’Italia. All’interno delle antiche mura turrite racchiude il castello aragonese, la piccola basilica bizantina, la cattedrale romanica e molte altre tracce di una storia millenaria. Fuori dell’abitato, dispiega una natura varia e spettacolare che le ha fatto conquistare, per ben diverse edizioni consecutive il titolo di regina delle coste, quello che Legambiente assegna ogni anno, con le sue “cinque vele”, alle migliori località balneari d’Italia, selezionate per la qualità del mare e per la bellezza del paesaggio associate ad una corretta gestione del territorio.

La cittadina fa anche parte del circuito dei borghi più belli d’Italia. Ma non solo: Otranto ha avviato l’adesione alla «Carta di valorizzazione del territorio», un percorso di certificazione ambientale, ed ha chiesto l’istituzione di un’area marina protetta per la sua costa. Da nord a sud, infatti, in questo tratto di litorale si incontrano punti di notevole bellezza e di grande interesse naturalistico. Come i laghi di Alimini, due specchi d’acqua variamente salmastri, con risorgive dolci, che ospitano rarissime specie vegetali, come le orchidee di palude, e sono meta di folaghe e di aironi cinerini.

Meno conosciuto ma altrettanto suggestivo è il Lago rosso, nella splendida Baia di Orte, a sud di Otranto. Qui un tempo funzionava una cava di bauxite, minerale dal colore rosso cupo. Quando, una trentina d’anni fa l’attività di estrazione fu interrotta, sul fondo della cava si generò questo piccolo lago, che rappresenta un’interessante esempio di rinaturalizzazione spontanea del territorio. Un’altra passeggiata da non perdere è quella al faro di Punta Palascia, meglio nota come Capo d’Otranto. Da qui, quando soffia il vento di scirocco o di levante che rende il cielo più terso, si può vedere, al di là del canale d’Otranto, la riva opposta con le montagne dell’Albania e dell’Epiro e l’isola di Corfù. Le escursioni si possono fare anche in bici o a cavallo.