Luglio: via libera per l’Isola di Pasqua, ma meglio evitare il Senegal

Chi non ha mai trovato affascinanti i Moai dell’Isola di Pasqua, quei misteriosi giganti di pietra che dominano questa terra sperduta e appartenente al Cile? Al centro di mille miti e leggende, legati soprattutto alle fasi della loro realizzazione e alla loro reale utilità, restano comunque muti testimoni di un tempo fiorente che fu e che, l’avidità dell’uomo ha in pochi decenni trasformato in luogo ameno e deserto, dove adesso comincia timido a spuntare qualche angolo di vegetazione. I cavalli corrono in libertà e intorno solo mare e silenzio e un passato che riecheggia fra gli scogli, quasi a voler raccontare quello che sfugge agli studiosi. Il prossimo 11 luglio ci sarà un motivo in più per recarsi a Rapa Nui, letteralmente “Ombelico del Mondo”, visto che sarà praticamente il punto migliore per osservare l’eclissi di sole che coprirà il Pacifico del Sud. Una occasione unica e difficilmente ripetibile di vedere le statue con un effetto ancora più misterioso e teatrale.

Del resto l’Isola di Pasqua presenta un clima subtropicale che fa arrivare le temperature, fino a venti gradi circa per quasi tutto l’anno. Chi ha già visitato il posto e vuole godere di un’altra prospettiva ancora, di fronte all’affascinante fenomeno naturale, può comunque spostarsi verso le isole Cook, dove potrà ottenere il medesimo effetto.

Non è un buon momento, invece, per recarsi in Senegal, se non si vuole rischiare di vedersi rovinare la vacanza da condizioni meteo disastrose. E’ iniziata, infatti, la stagione delle piogge torrenziali che, ad agosto, avrà il suo massimo. Spostandosi verso il nord del Paese, si arriva ai confini con il Sahara, dove fa molto caldo, mentre a sud i rovesci sono continui. Al centro, ancora, verso Dakar, si arriva da un minimo di 24° ad un massimo di 40°. A peggiorare l’effetto se è possibile, pure molte strade che diventano impraticabile e le attrazioni, come i parchi nazionali, impossibili da visitare.

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