La Cappella Palatina a Palermo

 

Erano davvero molti anni che non tornavo a vederla, che non lasciavo ai miei occhi la possibilità di abbagliarsi di fronte al contrasto cromatico creato dai mosaici. Al centro della Cappella Palatina a Palermo, il Cristo Pantocratore che domina la scena e sembra parlare al cuore guardandoti negli occhi. Noi di Goolliver siamo stati qualche giorno fa. Siamo nel capoluogo siciliano e abbiamo visitato Palazzo Reale, anche in occasione della mostra organizzata dal Fai dedicata alla “Carrozza d’Oro“. Affollatissimo come sempre, questo gioiello artistico risale al periodo successivo all’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla, avvenuta nel 1130.

La costruzione della Cappella del Palazzo fu ordinata proprio da lui che, ovviamente, non volle alcun risparmio in quanto a materiale e sfarzo per un luogo tanto sacro. E’ particolarmente importante oltre che bella, visto che a livello architettonico rappresenta l’incontro tra culture e religioni diverse, in una città che da sempre ha avuto uno spirito multietnico. La sua lavorazione, curata nei dettagli come si può notare pure adesso, ha messo all’opera maestranze bizantine, islamiche e latine.

La chiesa è dedicata a San Pietro ed è una perfetta fusione nella pianta di elementi latini e bizantini. Una tecnica raffinata quella utilizzata, che non stanca ma lascia senza fiato. All’entrata la voglia è quella di muoversi in punta di piedi, di non turbare quella quiete spirituale dove religione e bellezza diventano sinonimi. L’immagine del Pantocratore, protagonista del disegno è stata ricreata invece anche nel catino dell’abside centrale. Nei mosaici più antichi si vede qualche episodio del Vangelo e nelle navate laterali, ecco invece momenti della vita di San Pietro e di San Paolo. Di notevole bellezza e importanza, è il candelabro marmoreo che si trova presso l’ambone, pulpito. Se vi trovate nella Cappella Palatina, bellissima anche l’iscrizione in latino, greco e aravo del 1142, sistemata sulla parte sinistra all’ingresso. Ricorda l’orologio idraulico fatto costruire da Ruggero II  a testimonianza del legame di culture nella città normanna.

Si ringrazia Claudia Santoro, delegazione FAI Palermo

 

Lascia un commento