Viaggio gastronomico: Tuscia

Tuscia: un viaggio enogastronomico nel cuore dell’Italia. Ci sono diversi motivi per programmare un itinerario di primavera da queste parti. Archeologia, arte, eventi, luoghi sacri, fonti di ottime acque, paesaggi naturali e delizie dell’enogastronomia sono alcuni di questi motivi. Quest’ultimo in particolare, ossia quello legato all’enogastronomia, è tra i meno conosciuti e tra i più apprezzabili di questa regione. Vediamo quali sono le prelibatezze della cucina locale… Comiciamo parlando dei Vini: le caratteristiche del terreno e la lunga esposizione
ai raggi solari nel corso dell’anno, fanno della Tuscia una zona indicata per la produzione di vini di qualità. Una lunga tradizione enologica acquisita nei secoli ha portato recentemente alla istituzione della Strada dei Vini della Tuscia, l’itinerario enogastronomico che attraversa la provincia di Viterbo, che vanta sei vini Doc: l’Est! Est!! Est!!!
di Montefiascone, da vigneti selezionati che si estendono su terreni tufacei intorno al Lago di Bolsena; l’Aleatico di Gradoli, ottenuto da uve rosse sulle pendici dei Monti Volsini; l’Orvieto, prodotto nella Valle del Tevere; il Colli Etruschi Viterbesi; il Vignanello, la cui zona di produzione sono i Monti Cimini; il Tarquinia, da uve coltivate lungo la fascia costiera.

Ottimo anche l’olio d’oliva della Tuscia: infatti l’intero territorio provinciale è tra le realtà di maggiore
pregio, in Italia, per la produzione dell’extra vergine e ha meritatamente ottenuto la nuova Dop Tuscia, mentre un’area di eccellenza della olivicoltura è stata già premiata con il riconoscimento della Dop Canino. Ed è proprio a Canino, in provincia di Viterbo, che l’olio extra vergine d’oliva trova una delle più antiche e pregevoli produzioni. Non da meno nocciole e castagne: la coltivazione delle Nocciole, che avviene interamente lungo
le pendici dei Monti Cimini, interessa oltre quindicimila ettari. Il nocciolo è un albero (o un cespuglio) dal caratteristico frutto rotondeggiante col guscio liscio e legnoso, contenente un seme di mandorla dal gradito sapore e assai nutriente. Costituisce l’ingrediente principale in quasi tutti i dolci tipici del Viterbese ad iniziare
dai saporitissimi “Tozzetti”. La produzione di Castagne (marroni) ha sempre caratterizzato l’economia montana del Viterbese. Le nocciole e le castagna della provincia di Viterbo otterranno a breve il riconoscimento della Dop.

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