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Viaggio nell’Africa Nera: rischi e rimedi

Quando si decide di fare un viaggio nell'Africa Nera bisogna tener conto delle malattie endemiche e dei vaccini, obbligatori o consigliati. Si tratta di malattie non trascurabili e molto pesanti, che vanno dall'infezione al virus passando per le patologie contratte attraverso il cibo. Qualora i vaccini siano obbligatori, dunque, non abbiamo scelta. Ma cosa fare in caso di vaccini "altamente consigliati"?

Quando si decide di fare un viaggio nell’Africa Nera bisogna tener conto delle malattie endemiche e dei vaccini, obbligatori o consigliati. Si tratta di malattie non trascurabili e molto pesanti, che vanno dall’infezione al virus passando per le patologie contratte attraverso il cibo. Qualora i vaccini siano obbligatori, dunque, non abbiamo scelta. Ma cosa fare in caso di vaccini “altamente consigliati”?

Nel caso del Senegal, per esempio, in cui la malaria è ancora una piaga, non ci sono vaccini obbligatori ma la profilassi antimalarica è “fortemente consigliata” dagli uffici di igiene pubblica e dai medici (anche se non tutti), così come il vaccino contro la febbre gialla e l’epatite. Consigliati anche tutta un’altra serie di vaccini, come quello contro la meningite, la gastroenterite, l’antitifica, l’antitetanica.La malaria, chiamata anche paludismo, è una malattia che si contrae solo ed esclusivamente attraverso la puntura di zanzara anofele incinta e infetta. Si manifesta dopo due settimane dal momento in cui si viene punti, con febbre molto alta e improvvisa, vertigini, brividi, talvolta anche allucinazioni. Non esiste un vaccino ma una profilassi, che non dà la certezza della protezione ma copre soltanto circa nel 60% dei casi.

Ciò significa che esiste una possibilità di “beccarsi” non solo gli effetti devastanti della profilassi antimalarica, ma anche di “beccarsi” la malaria. Tristemente celebre per i suoi effetti collaterali, infatti, la profilassi antimalarica dà problemi ben più gravi della malattia stessa (infatti è severamente vietato proseguire la cura oltre il mese): si tratta infatti di una cura (in pastiglie) che dura da tre a quattro settimane e che compromette tra le altre cose la cute, l’apparato circolatorio e repiratorio, i reni e soprattutto il sistema nervoso.La cosa migliore da fare in Paesi come il Senegal, quindi, è informarsi su quale sia il periodo delle piogge (da evitare), attrezzarsi bene e fare attenzione a non farsi pungere dalle zanzare. Nonostante da ottobre ad aprile non vi siano zanzare anofele e tutto l’anno durante il giorno sia troppo caldo per vederle circolare, dunque, è spesso sufficiente spruzzare sulla pelle e sui vestiti un antizanzare, dormire sotto le zanzariere e, per stare ancora più tranquilli, assumere il prodotto omeopatico specifico per allontanare le zanzare dal nostro corpo, il Ledum Palustre. I missionari e i medici europei, così come chiunque deve stare in quelle zone per più di un mese e non può quindi fare la profilassi, hanno scoperto un altro trucco: una pastiglia di vitamina B al giorno toglie le zanzare di torno.

Foto | Flickr